Excalibur è stata l’invenzione di un poeta medievale o un’arma di acciaio reale che ha forgiato il destino di una nazione? Pochi oggetti hanno catturato tanto l’immaginazione umana quanto la spada di Re Artù. Dal cinema alla letteratura, l’immagine di una lama risplendente che emerge dalla roccia o dalle profondità di un lago evoca un tempo di onore, magia e cavalleria.
In questo articolo, sveleremo la verità dietro il mito. Esploreremo le prove storiche, i ritrovamenti archeologici che mostrano una somiglianza sorprendente con la leggenda e come un semplice oggetto di guerra sia diventato il simbolo universale della giustizia.
Excalibur e Artù: sviluppo letterario e vestigia storiche
La leggenda non è nata dall’oggi al domani. È il risultato di secoli di tradizioni orali celtiche e cronache medievali che hanno plasmato l’identità della spada. Per capire se Excalibur sia esistita, dobbiamo prima osservare come si è evoluta nel tempo.
| Epoca | Evento |
|---|---|
| Secoli XI–XII | Caledfwlch appare nel racconto gallese “Culhwch e Olwen”. Il suo nome significa “fenditura dura”. |
| c. 1136 | Goffredo di Monmouth latinizza il nome in Caliburnus nella sua “Historia Regum Britanniae”. |
| c. 1200 | Robert de Boron introduce l’iconico motivo della “Spada nella Roccia” come prova di legittimità. |
| 1485 | Sir Thomas Malory pubblica “Le Morte d’Arthur”, consolidando il nome moderno: Excalibur. |
- Tappe Chiave del Mito
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- Caledfwlch: La radice celtica originale legata alla mitologia irlandese.
- Caliburnus: La versione che collocò la forgiatura della spada nella mistica isola di Avalon.
- Excalibur: Il nome definitivo che tutti oggi riconosciamo.
La base storica: C’è stata una vera spada in una roccia?
Sebbene l’Excalibur magica dei film sia una creazione letteraria, esistono parallelismi storici mozzafiato. Il caso più sorprendente è la Spada di San Galgano. Situata nella Cappella di Montesiepi, in Italia, questa vera spada del XII secolo rimane conficcata in una roccia ancora oggi.
Appartenne a Galgano Guidotti, un cavaliere che rinunciò alla violenza conficcando la sua arma nel terreno. Analisi metallurgiche condotte nel 2001 hanno confermato che l’acciaio è autentico dell’epoca. Dato che questo evento accadde poco prima dei racconti di Robert de Boron, è molto probabile che la storia di San Galgano sia stata l’ispirazione diretta affinché Artù estraesse la propria spada dalla roccia.
Il mistero del lago: Rituali celtici e offerte di acciaio
La seconda versione della leggenda ci racconta che la Dama del Lago consegnò ad Artù una spada forgiata ad Avalon. Alla fine dei suoi giorni, il re ordinò di restituirla all’acqua. È pura finzione? L’archeologia suggerisce il contrario.
Durante l’Età del Ferro, i popoli celtici praticavano depositi votivi in fiumi e laghi. Sono state recuperate numerose spade dal fiume Tamigi che furono piegate o “uccise” ritualmente prima di essere lanciate in acqua come offerta alle divinità. Questa connessione suggerisce che la fine di Excalibur rifletta un’usanza guerriera reale dell’antica Britannia.
Una o dos spade? La confusione dei racconti
Nelle fonti originali come il Ciclo della Volgata, viene fatta una distinzione chiara che spesso dimentichiamo: Artù ebbe due spade principali. La prima, quella della roccia, si ruppe in un duello contro il Re Pellinore. Fu allora che Merlino guidò Artù verso il lago per ricevere la vera Excalibur.
Questa “seconda” spada possedeva un fodero magico che, secondo la leggenda, impediva al suo portatore di perdere sangue in battaglia. La perdita di questo fodero, rubato da Morgana le Fay, fu ciò che segnò il destino di Re Artù a Camlann. Oggi, le repliche di qualità catturano questo dualismo, offrendo design che evocano sia la sobrietà dell’acciaio reale che il misticismo di Avalon.
Risolvi i tuoi dubbi sulla leggendaria Excalibur
Quale evidenza archeologica è stata trovata su Excalibur?
Non esiste evidenza archeologica della Excalibur leggendaria di Re Artù, poiché si tratta di un elemento mitico senza riscontro storico confermato.
I ritrovamenti soprannominati “Excalibur” sono manufatti reali ma non correlati alla leggenda arturiana:
- Spada \”Excalibur valenciana\”: Una spada corta in ferro di 46 cm, con impugnatura in bronzo e lama ricurva, rinvenuta nel 1994 nella Ciutat Vella (Valencia, Spagna). Datata al X secolo islamico dall’analisi degli strati sedimentari; è la prima spada islamica della città e simile a una di Medina Azahara.
- Bifacciale \”Excalibur\”: Unico strumento litico (bifacciale lanceolato) trovato nel 1998 nella Sima de los Huesos (Atapuerca, Spagna), risalente a 430.000 anni fa, associato all’Homo heidelbergensis.
- Altri: Spade medievali in Polonia (XIV secolo) e Galles, paragonate popolarmente per il loro stato o ubicazione, ma senza legami con la leggenda.
Come si relaziona Excalibur con le leggende celtiche?
Excalibur si relaziona profondamente con le leggende celtiche come simbolo di potere e legittimità di Re Artù, che rappresenta il potere perduto dei popoli celtici. La spada emerge nel contesto dell’Alto Medioevo britannico, quando il vuoto lasciato dalla caduta dell’Impero Romano fu occupato da tribù celtiche, sassoni e vestigia romane, ognuna con i propri miti e tradizioni.
La connessione celtica si manifesta in vari aspetti:
Origine e tradizioni magiche: Le armi magiche in Excalibur hanno radici nella tradizione celtica dell’Alto Medioevo, simili ad altre spade leggendarie come Dyrnwyn, la spada del sovrano britannico Rhydderch Hael. Il fodero di Excalibur, con le sue proprietà curative, riflette questa eredità di oggetti magici celtici.
Il ritorno al lago: Il racconto del ritorno di Excalibur attraverso una mano che sorge dall’acqua si basa sulle usanze celtiche di lanciare i beni dei grandi guerrieri nei laghi come offerta ai loro dei. Ciò suggerisce una continuità tra la precedente mitologia celtica e la leggenda arturiana.
Nomi celtici: Nella leggenda gallese, Excalibur riceve il nome di \”Caledfwlch\”, collegandola direttamente alla tradizione celtica gallese.
Simbolismo del ritorno: Secondo la tradizione celtica, Artù rimane nell’isola di Avalon (il paradiso celtico) e un giorno tornerà con la sua spada per restaurare l’unità del mondo celtico e ricostruire una società orizzontale, contraria allo spirito romano.
Quali teorie esistono sull’origine di Excalibur?
Le teorie sull’origine di Excalibur si concentrano sulla sua etimologia, sulla forgiatura leggendaria e sull’ottenimento da parte di Artù, con versioni variegate nelle tradizioni arturiane medievali.
- Deriva dal latino \”Ex Calce Liberatus\” (\”Liberata dalla pietra\”), la teoria più accettata.
- Possibile origine celtica: dal gallese \”Caledfwlch\” (da \”battaglia-dura\” e \”violazione\”) o bretone \”kaledvoulc’h\”, legato a leggende gallesi come Culhwch e Olwen.
- Radici più antiche nei miti romani, come la clava di Ercole conficcata nel terreno.
- Forgiata da Merlino ad Avalon: Goffredo di Monmouth (Historia Regum Britanniae) indica che Merlino la creò nell’isola di Avalon e la conficcò in una roccia o un’incudine vicino a una cappella a Londra.
- Estratta dalla roccia/pietra/incudine: Versione di Robert de Boron (Merlino), dove Artù la estrae come prova del suo diritto al trono; solo il \”vero re\” poteva farlo.
- Consegnata dalla Dama del Lago: Nel Ciclo della Volgata e in Thomas Malory (Le Morte d’Arthur), è una seconda spada data dalla ninfa Nimue dopo che la prima si era rotta; rappresenta potere mistico e giustizia.
- Altre varianti: Forgiata da un meteorite sui monti Grampiani da un fabbro (romanzo L’ultima legione); data dalle ninfe dopo aver giocato con un dragone; o come metafora dell’autorità reale senza esistenza fisica.
Esistono confusioni tra le due spade (roccia vs lago), ma tutte sottolineano proprietà magiche come invincibilità e brillantezza solare.
Che simbolismo ha Excalibur nella tradizione medievale?
Excalibur simboleggia la legittimità reale, la giustizia divina, la leadership virtuosa e il destino nella tradizione medievale arturiana.
Nei racconti medievali, come quelli del Ciclo della Volgata e Le Morte d’Arthur di Malory, rappresenta la sovranità legittima: solo il re scelto per diritto divino, come Artù, può impugnarla, sia estraendola dalla roccia che ricevendola dalla Dama del Lago, il che convalida la sua autorità sul trono e sul regno.
Incarna giustizia e potere protettivo, con proprietà magiche come un bagliore accecante che disorienta i nemici, un fodero che impedisce il sanguinamento e la capacità di tagliare qualsiasi materiale, collegandola all’Oltretomba celtico e agli ideali cristiani di redenzione.
Il suo possesso assicura la prosperità di Camelot e l’equilibrio del regno, riflettendo l’idea medievale che il benessere del popolo dipenda dalla virtù del governante; la sua perdita (come nel caso del furto da parte di Morgana), dà inizio alla decadenza e alla tragedia.
Infine, il suo ritorno al lago alla morte di Artù chiude il ciclo mitico, simboleggiando la fine di un’era, la rinuncia al potere terreno e la promessa di rinascita, rafforzando temi di fertilità, nobiltà e trascendenza.
Come viene descritta Excalibur nelle diverse versioni della leggenda di Artù?
Excalibur viene descritta nelle leggende arturiane come una spada magica simbolo di potere reale, legittimità divina e invincibilità, con variazioni secondo le versioni: a volte è la spada estratta dalla roccia (forgiata da Merlino ad Avalon), altre è un dono successivo della Dama del Lago dopo la rottura della prima.
- Spada nella roccia (origine merliniana): Conficcata da Merlino in una roccia vicino a una cappella a Londra o ad Avalon; solo il re legittimo (Artù) può estrarla, simboleggiando il destino predestinato e l’unione del regno.
- Dono della Dama del Lago: Diversa dalla precedente (che si rompe in combattimento); emerge da acque incantate (lago o Avalon), consegnata da una figura mistica come Nimue; segna un ciclo soprannaturale.
- Caratteristiche comuni: Lama in acciaio risplendente che brilla in modo accecante come il sole, indistruttibile, taglia qualsiasi materiale (anche il più resistente); impugnatura ornata con simboli celtici o arcani; fodero magico rosso o protettivo che impedisce al portatore di sanguinare, conferisce invulnerabilità e proprietà curative (la sua perdita presagisce la rovina).
- Finale ricorrente: Artù, ferito a morte, ordina di restituirla al lago; una mano femminile (Dama del Lago) la reclama, simboleggiando la chiusura ciclica e l’attesa di un nuovo re degno.
Sebbene Excalibur come tale non sia stata recuperata da uno strato sedimentario con un’etichetta con scritto \”Proprietà di Artù\”, l’essenza della spada vive in ogni pezzo che rispetta la tradizione toledana. È un promemoria di un’epoca in cui l’acciaio non era solo uno strumento, ma un impegno sacro con la verità e la giustizia.








